Pizzo chiacchierino, perché si chiama così?
Forse per il fatto che è un lavoro semplice e ripetitivo, che quindi permette a chi lo lavora di chiacchierare nel frattempo. Mi immagino le signore di una volta, in quattro o cinque in un salottino, a spettegolare intanto che facevano andare questo lavoro tra le mani... così avevano la scusa di non restare con le mani in mano perdendo tempo in chiacchiere ;)
Oppure perché quando il filo viene avvolto sulla navetta, e quando lo si svolge man mano che lo si lavora, la navetta fa un tipico rumore "clic" ogni volta che il filo passa da una punta, ed è la navetta quindi a "cantare" o a chiacchierare.
Altri dicono che derivi dal termine inglese "tatting" che significa il parlare fitto fitto.
Incuriosita da quest'ultima etimologia, ho cercato sui dizionari che ho in casa, un inglese-italiano ed un inglese monolingua, e poi su dizionari online. Ma dicono che "tatting" è esclusivamente il pizzo, fatto con la navetta o con l'ago (infatti esiste una trina ad ago che risulta del tutto simile al pizzo chiacchierino), mentre il chiacchierare (o meglio lo spettegolare ed il parlar male della gente) si dice "tattle", non "tatting".
Per me personalmente "tatting" potrebbe voler dire "realizzare
Tattidee" come fanno Tatti e la Tattina ;D Non ha molto a che fare col pizzo, ma il suono della parola è quello: Tatting = fare Tatti, no? ^o^
In francese invece il pizzo chiacchierino si chiama "frivolité", cioè "frivolezza", nome perfetto per un pizzo così fine e leggiadro, tutto boccoli e ricciolini! E anche per il carattere delle dame del salotto di cui sopra che amavano indossarlo! XD
Non ho nozioni di tedesco o altre lingue, per cui non so dirvi...
In italiano però questo pizzo viene chiamato anche "occhi", suppongo per via del fatto che si compone per lo più di forme ad occhiello (anelli, pippiolini...)
Per rispondere a Cialla, e per chiarire le idee a tutti gli altri che non sanno di cosa ho parlato fino adesso, vi dirò che sì, il pizzo chiacchierino è quello fatto con la navetta.
La navetta è in sostanza una bobina, una spoletta composta da due lamine a forma di mandorla unite da un perno centrale, intorno al quale si avvolge il filo con cui si farà il pizzo. Le due lamine si toccano in corrispondenza delle punte, in modo che si possa far passare il filo tra le due metà della navetta per avvolgerlo sulla spoletta, ma che esso non si srotoli durante l'esecuzione del pizzo. Esiste anche un tipo di navetta con le estremità unite insieme, che però contiene una bobina che può essere estratta per riempirla e può ruotare all'interno della navetta, così da srotolare mano a mano il filo che serve per il pizzo. In queste foto vedete sia una navetta semplice che una "elaborata" con la bobina estraibile ed un piccolo uncinetto ad un'estremità.
Ci sono navette di tanti tipi, ma queste sono le uniche due che ho :) Quella di plastica si trova abbastanza facilmente in merceria e costa un euro e qualcosa, quella di metallo è eredità di qualche nonna/prozia/antenata non so bene chi...

L'uncinetto serve per collegare tra loro le diverse componenti del pizzo, ed è molto pratico averlo incorporato nella navetta! Così come è molto più facile riempire una bobina simile a quelle delle macchine per cucire che non una navetta da chiacchierino... però la navetta di plastica blu è molto più leggera e ha una forma bombata che scivola bene sotto il filo, mentre quella di metallo tende ad inciampare per via dell'uncinetto, della saldatura tra le lamine e dello spessore sottile delle lamine stesse. Insomma, la scelta dell'uno o dell'altro tipo dipende dalle preferenze personali.
Non farò un tutorial di chiacchierino, perché ce ne sono già ma soprattutto perché bisogna provare per capire... c'è chi afferra subito il concetto e chi dopo sei lezioni ancora non ha capito come diamine si fa il nodo, anche se ha una persona che lo segue e gli dice "non così, sbagli questo", cosa che un libro o un video non può fare. Capito il nodo-base, a mio parere è tutto facilissimo, al massimo si tratta di fare un po' di esercizio per allenare le dita a fare il movimento corretto.
Però se scopro qualcosa di nuovo o di particolare, o se finisco un altro lavoro, non mancherò di proporvelo!